L’amore di Raffaele Cornaggia per gli oggetti


(Tempo di lettura 4 minuti)
Raffaele Cornaggia – Macairodonte – l. 250 cm h. 80 cm peso 40 kg

In un bosco di sezioni di tronchi di alberi di grandi dimensioni, si aggirano una tigre con i denti a sciabola, un lupo nell’atto di ululare, un bambi pronto a fuggire al primo rumore sospetto. Animali realizzati con centinaia di parti di oggetti abbandonati e ritrovati nelle discariche o donati da persone desiderose di conservarne la memoria, avvitate tra loro a creare forme nel rispetto dei colori. Sono le opere di Raffaele Cornaggia  (Cosio Valtellino, 1961) l’artista che ha creato Scraps World, il mondo dei rifiuti in cui animali e divinità mitiche realizzati con l’impiego di materiali scartati sono stati ambientati, per l’edizione del Fuori Salone 2021, nel punto vendita dei maestri italiani dell’artigianato del legno Bruno Spreafico, proprio a ricordarci il valore di questa risorsa e della natura di cui essa è manifestazione, messa a rischio dalla dispersione di manufatti abbandonati sulla terra ed ormai anche attorno ad essa.

L’impiego nell’arte di quelli che possiamo definire rifiuti è stato ampiamente analizzato. Nel suo libro Trash: quando i rifiuti diventano arte, la critica Lea Vergine evidenziava che gli artisti hanno iniziato ad impiegare materiali usati per realizzare le loro opere nei primi anni del Novecento. Allora i cubisti e i futuristi impiegando carta di giornale, biglietti usati, corde volevano dimostrare che anche cose di minor valore potevano essere impiegate per creare opere d’arte, creando sorpresa tra gli osservatori. Tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, con il Nuovo Realismo e la Pop Art l’impiego degli scarti diviene la regola piuttosto che l’eccezione sottintendendo ironia, nostalgia ma anche una critica del consumerismo. Tra gli anni Ottanta e Novanta, l’ironia si volge in sarcasmo e la capacità di scegliere oggetti scartati o non più usati o puri rifiuti sembra però nascondere una certa ansia nei confronti del fine secolo. Dopo il duemila, la denuncia degli effetti dei rifiuti sui mari in cui si assiste alla creazione di quello che è denominato settimo continente, formato dalle plastiche che si accumulano negli oceani ma anche l’obsolescenza programmata e il trasferimento di dispositivi dismessi nei paesi in via di sviluppo spesso con l’effetto di creare discariche, fanno crescere l’allarme per gli effetti ambientali.

Raffaele Cornaggia perviene casualmente alla sua attività artistica solo nel 2015, quando in un momento di crisi lavorativa e personale scopre, con la sensazione di un bambino che riceve un regalo, che dentro dei vecchi computer che ha in cantina e che si mette a smontare, c’è un mondo di parti e di fili colorati ed è con duemila di questi che realizza il suo primo lavoro Angler Cyberfish, un pesce che immagina dotato di un sofisticato supporto cibernetico con cui potrà conquistare gli abissi marini. Ciò che colpisce fin da subito e che poi diverrà ancora più evidente, è la capacità di Cornaggia di realizzare una scultura dotata fin da subito delle tre caratteristiche a cui si ispirava la scultura classica: armonia, proporzioni, anatomia, a cui lui si atterrà sempre. Ciò appare evidente in un’opera come Poseidon, colui che scuote la terra, il dio greco del mare, dei terremoti e dei maremoti, realizzata interamente con pezzi di plastica avvitati tra di loro e che colpisce alla pari di una statua greca. Certamente si manifesta in lui la capacità di osservazione ereditata dalla madre e dal nonno, entrambi appassionati di pittura e pittori essi stessi.

  • Raffaele Cornaggia - Bambinator - l. 50 cm h. 150 cm peso 40 kg
  • Raffaele Cornaggia - Poseidon - h. 300 cm l. 300 cm peso 100 Kg
  • Raffaele Cornaggia con il suo Macairodonte
  • Raffaele Cornaggia - Workshop in Indonesia
  • Raffaele Cornaggia - Workshop in Germania - Scuola Europea di Monaco di Baviera
  • Raffaele Cornaggia - Scraps wolf- h. 80 cm l. 100 cm peso 25 kg
  • Raffaele Cornaggia - Calliope - h. 65 cm l. 45 cm peso 15 kg
  • Raffaele Cornaggia - Workshop in Indonesia con WWF Komodo Isola di Flores - Plastic Panda
  • Raffaele Cornaggia - Jumphins - h. 210 cm l. 60 cm peso 15 kg
  • Raffaele Cornaggia - Workshop in Indonesia con trash hero Komodo - Flip flop turtle
  • Raffaele Cornaggia - Macairodonte - l. 250 cm h. 80 cm peso 40 kg

I motivi della sempre più ampia produzione di rifiuti sono stati ampiamenti indagati. L’abbandono di prodotti ancora funzionanti a favore di altri più nuovi e di maggiori prestazioni ha alla base motivi psicologici e sociologici. Il ciclo lavoro-denaro-oggetti, la tendenza a vedere il lavoro come occasione per guadagnare più denaro con cui comprare altri beni che devono essere presto abbandonati perché altrimenti il ciclo si interromperebbe, li racchiude tutti. Ma un altro elemento da considerare è certamente il nostro distacco dagli oggetti che pur ci sono così utili, il non volerli conoscere fino in fondo a causa della persistente anche se non manifesta diffidenza umana verso la tecnologia e le macchine, atteggiamento raccolto dagli stessi produttori, i quali ormai cercano di semplificare al massimo le istruzioni d’uso che devono essere contenute in una pagina secondo la filosofia del plug&play, estesa ben oltre l’ambito informatico. Al contrario Raffaele Cornaggia quando prende in mano un oggetto resta impressionato da ogni elemento che lo compone perché vede il mondo che c’è dietro ognuno di essi e ne immagina la vita assieme a quella delle persone che lo hanno impiegato perché mi dice: “gli oggetti sono silenti testimoni di chi li ha vissuti e solidificano queste storie.” Il suo atteggiamento è quindi quello di un profondo rispetto per gli oggetti, per il sapere che incarnano, per gli uomini e donne che li hanno realizzati, per i materiali impiegati e per il lavoro accumulato, il contrario dell’atteggiamento infantile che ci spinge a evitare di responsabilizzarci sul loro destino e ad abbandonarli.

Animali e figure mitologiche sono i personaggi che realizza dopo un attento studio delle immagini che lo vede prima interiorizzarne le forme e poi senza alcun disegno preparatorio passare a raccogliere e procurarsi i componenti e i materiali che possono rivestirne il ruolo e ad avvitarli assieme dando luogo alla scultura. Ma in questo processo egli ci rivela che questi rottami si adattano particolarmente bene perché essi sono antropomorfici o zoomorfici o fitomorfici e sono sempre in qualche modo realizzazioni che partono da osservazioni di corpi umani e animali o anche vegetali perché la nostra immaginazione non può prescindere da essi. In questo modo una vecchia macchina da cucire può diventare il collo di Bambinator e il serbatoio di una moto il corpo del cane Arthur. In questo senso Cornaggia è uno studioso dell’anatomia degli oggetti che, al di là del riuso, tornano a rivestire il posto che le forme gli assegnavano nella morfologia degli esseri viventi.

Il passaggio ad un atteggiamento di difesa attiva dell’ambiente è per Cornaggia una naturale conseguenza. Con Scraps World, Cornaggia opera in paesi dell’est asiatico ma anche in Europa rivolgendosi ai bambini e agli adolescenti non soltanto coinvolgendoli in iniziative di raccolta, recupero e riuso degli oggetti con cui danno vita a sculture come Flip Flop Turtle realizzata con centinaia di ciabatte in gomma abbandonate ma instillando l’amore per essi, per la loro forma e per le idee che li hanno ispirati.

Abstract

Raffaele Cornaggia has created Scraps World, the world of animals and gods made in compliance with the classical canons of harmony, proportions, anatomy, with hundreds of parts of objects abandoned and found in landfills or donated by people eager to preserve their memory. He teaches us to love objects, to know them and to see in them the forms of nature so as not to abandon them and turn them into waste.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *