Figurae e immagini al Premio Michetti 2022


(Tempo di lettura 4 minuti)

Il 73° Premio Michetti, (Palazzo San Domenico – Francavilla al Mare – fino al 25 settembre) curato da Nunzio Giustozzi e assegnato all’artista Velasco Vitali (Bellano, 1960) per la sua opera Goldwatch #13, dichiarava fin dal titolo figura, ae l’intenzione di una rassegna dell’arte figurativa italiana contemporanea, affidata alle opere inedite di 13 artisti che, attraverso la presentazione di più lavori (ben 129), fossero in grado di dimostrare, con le proprie soluzioni espressive, il rinnovamento e la vitalità di questo genere artistico. Al contempo, il sottotitolo della rassegna, l’immagine delle immagini, desunto, come ci informa il curatore, da un’epigrafe dannunziana al Corpus Domini di Francesco Paolo Michetti: “E il Corpus Domini era per tutti noi, cercatori irrequieti di un’arte nuova, il Verbo dipinto: era nella nostra chiesa, l’immagine delle immagini”, suonava però come una domanda retorica rivolta al visitatore, se cioè tra quelle esposte, ce ne fosse una capace di rivestire il ruolo superlativo che la rappresentazione della processione realizzata dal Michetti aveva per il Cenacolo francavillese. Altresì, se oggi, sia attribuibile a una qualche opera d’arte il ruolo di supremazia assoluta come in altri momenti è stato possibile. Rimandando alla galleria delle immagini per le opere e i nomi degli artisti partecipanti che vi suggerisco di approfondire sui loro profili social o siti web, cercherò di evidenziare gli aspetti generali della rassegna, lasciando a ognuno di voi il giudizio su quanto presentato.

Nell’esposizione pittura, scultura e fotografia convivono in perfetta armonia. In particolare, anche per riprendere, un tema affrontato nel precedente articolo di questo diario, le fotografie sono state stampate in grande formato proprio per dare loro la stessa dignità delle rappresentazioni pittoriche e il loro inserimento appare perfettamente coerente. Non ci sono però installazioni video e di questa scelta non viene data giustificazione dal curatore.

Per quanto riguarda la scelta dei soggetti figurativi, essi si distribuiscono in parti uguali tra umano e naturale con l’eccezione di Sandro Trotti e Rita Vitali Rosati che presentano entrambi. Per i primi, essi si dividono tra soggetti che raffigurano essere umani o con fattezze umane, reali come nel caso di Giulio Catelli e Giovanni Gasparro, oppure fantastiche o ideali come per Roberto De Santis, Paolo Delle Monache, Luca Pignatelli e Luigi Spina. Mi ha colpito, visto anche il premio intitolato a Michetti e lo stesso manifesto di presentazione del Premio che lo ritrae, l’assenza di autoritratti, un genere che avrebbe ben figurato e che invece appare irrimediabilmente in crisi e sempre meno praticato dagli artisti che invece una volta, anche ben dopo l’introduzione dell’apparecchio fotografico, si affidavano alla rappresentazione di sé stessi per fornire un ulteriore strumento per l’analisi del proprio lavoro.

  • Giulio Catelli, La tigre sulla camicia, 2019, olio su tela, cm 50x40 [foto Studio Boys, Roma]
  • Giovanni Gasparro, San Nicola di Bari. Il miracolo del mattone, 2016, olio su tela, cm 90x70 [© Archivio Luciano e Marco Pedicini]
  • Luca Pignatelli, Afrodite, 2021-2022, tecnica mista su tela di canapa, cm 110x110 [foto di Francesco Pignatelli]
  • Elena Giustozzi, Vasca#7, 2020-2021, olio su tavola, diam. cm 120 [foto di Roberto Balestrini, Studio Close-Up]
  • Velasco Vitali, Goldwatch / Meditazione #1, 2020, olio e smalto su tela, cm 200x150 [foto Velascovitalistudio]
  • Paolo Delle Monache, Rosone 1, 2022, acrilico e ossidazioni su acciaio corten, cm 144,5x144,5x2 [foto di Luciano Calzolari]
  • Monica Ferrando, Briciole, 2018, olio su tela, cm 100x70 [foto di David Ghaleb]
  • Roberto De Santis, iconauno, 2017, tecnica mista, cm 28x16 [foto di Giovanni Scirè Ingastone]
  • Marzio Tamer, Settembre, 2014, acquerello "a dry brush" su carta, cm 100x80, courtesy Salamon Fine Art, Milano [foto SalamonFineArt, Milano]

La restante metà dei partecipanti, tra cui il vincitore, si sono invece concentrati sulla rappresentazione di elementi di paesaggio, di luoghi iperrealistici come per Matteo Massagrande, o naturali realistici come per Marzio Tamer, o di elementi naturali trasfigurati dal ricordo e dall’immaginazione come per Elena Giustozzi (nessuna parentela con il curatore) e Rita Vitali Rosati, o dal loro isolamento in uno spazio bianco come per Monica Ferrando o infine dalla rappresentazione del paesaggio naturale nell’evolversi del tempo, “rivolta al futuro e radicata nella tradizione”, come si legge nella motivazione della giuria del Premio attribuito come detto a Velasco Vitali, presieduta da Costantino D’Orazio.

  • Luigi Spina, MATRES. L’anima di questa terra è il vecchio fango, 2008-2012, stampe fotografiche ai sali d’argento, cm 50x40 ciascuna [© Luigi Spina]
  • Sandro Trotti, ll giardino del profeta, 2021, olio su tela, cm 70x100 [foto di Anais Trotti]
  • Rita Vitali Rosati, Kiss me Quick Part 3, 2008, stampa lambda, cm 106x160 [© Rita Vitali Rosati]
  • Matteo Massagrande, Luci della Grecia IV, 2022, tecnica mista su tavola, cm 60x80, courtesy Pontone Gallery London [foto di Alberto Buzzanca]

Tranne che per Catelli e Vitali Rosati, si tratta di soggetti umani senza natura o di natura senza esseri umani, come se ormai i due luoghi si escludessero. A differenza che nella tradizione ottocentesca e in Michetti in particolare, in cui i due elementi erano compenetrati, i tempi sono cambiati e oggi essi appaiono vicendevolmente escludentisi.

Ciò detto esaminiamo adesso brevemente il sottotitolo del Premio e cioè l’immagine delle immagini. A tale proposito, è inevitabile, in primo luogo, che oggi qualsiasi discorso sulle immagini non possa prescindere dal marketing, dalla pubblicità e dall’uso che queste fanno del repertorio artistico iconografico, al punto che non è più chiaro quale sia l’immagine di partenza e se venga prima l’una o l’altra. Un ruolo in questo senso ha rivestito certamente la pop art che ha avuto al centro la figurazione e che faceva assurgere a immagini artistiche gli oggetti della vita comune. Un qualche frammento di questa tendenza esiste anche all’interno del premio Michetti, le opere di Gasparro e Pignatelli possiedono un’aura pop perché nel loro caso si parte dall’opera classica per ripeterla in modo continuo, per renderla familiare.

L’eventualità a cui faceva però riferimento l’epigrafe di Gabriele D’Annunzio, che la raffigurazione pittorica di un evento come a quel tempo la processione del Corpus Domini, possa rivestire oggi il ruolo di immagine delle immagini,è altamente improbabile, almeno nella contemporaneità degli accadimenti. Poiché è la fotografia, oggi assieme ai video, attraverso i mezzi di comunicazione di massa, a fornirci immediatamente le immagini degli eventi più clamorosi, è molto difficile che sia la pittura a riprendere il soggetto e renderlo immortale. Faccio due esempi: i funerali di Togliatti e l’attentato alle Torri Gemelle. Nel primo caso la rappresentazione che ne fece Renato Guttuso supera certamente qualsiasi ripresa fotografica dell’opera. Nel secondo caso invece, nonostante il soggetto sia stato trattato da grandi interpreti come Gerard Richter, Maurizio Cattelan, Donna Levinstone ed altri, queste rappresentazioni non potranno mai superare la forza dell’impatto delle immagini fotografiche, tra cui quella di Steve Mc Curry anche se la rielaborazione artistica di un evento con altri mezzi ha la funzione di farci tornare a riflettere su quanto accaduto a distanza di tempo.

Ciò introduce però un sospetto, che cioè l’interesse per la raffigurazione della natura sia legato non solo alla sensibilità ambientale degli artisti ma anche all’impossibilità di raffigurare i fatti della nostra vita perché essi sono sempre più caduchi ma, eppure, l’arte non dovrebbe avere paura di questo. Ecco perché penso che l’autoritratto potrebbe dirci ancora molto e perché la mia personale preferenza per il Premio Michetti va ad un altro artista.

Vi ricordo che potete votare il vostro artista preferito collegandovi fino al 21 settembre su https://www.fondazionemichetti.it/digital-michetti per assegnare il primo Premio Digital Michetti, che sarà attribuito il 25 settembre, in occasione della chiusura della mostra.

Figurae and images at the Michetti Prize 2022

The 73rd Premio Michetti, (Palazzo San Domenico – Francavilla al Mare – until September 25) curated by Nunzio Giustozzi and awarded to the artist Velasco Vitali (Bellano, 1960) for his work Goldwatch, presents the renewal and vitality of contemporary Italian figurative art, through 129 unpublished works by 13 artists. After visiting the exhibition, also virtually, you can vote your favorite work by connecting until 21 September on https://www.fondazionemichetti.it/digital-michetti to award the first Michetti Digital Prize, which will be awarded on 25 September, on the occasion of the closing of the exhibition.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.