I lavoratori del mare di Mario Morigi

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Mario Morigi – Olio sul tavola- 1955- Ristorante A’Riccione – Milano

A’ Riccione è il più noto ristorante di pesce di Milano. Fondato negli anni 50, continua la sua attività grazie ai fratelli Di Paolo che hanno rilevato e rinnovato la sua gestione negli storici locali di via Taramelli. Qui sono stati conservati parte degli arredi e dell’ambientazione originale, tra cui una serie di oli su tavola di grandi dimensioni e un mosaico di una decina di metri di lunghezza e di oltre un metro di altezza che arredano due delle tre sale in cui si svolge l’attività. Si tratta di elementi dell’allestimento che Mario Morigi (1904-1978), artista cesenate, aveva realizzato per conto degli allora proprietari, la famiglia romagnola Metalli e su invito di Alberto Rognoni, cesenate anch’egli e proprietario del Guerin Sportivo nonché fondatore del Cesena Calcio.

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Agricoltura e arte in Abruzzo. Dal frantoio di Raffaele Baldini Palladini a Pollinaria

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Museo dell’olio di Loreto Aprutino (PE)-La targa dell’oleificio di Raffaele Baldini Baldinelli

Ho trascorso il mese di agosto in Abruzzo dove ho avuto l’occasione di visitare l’antico frantoio di Raffaele Baldini Palladini (RBP) (1842-1916) e che oggi ospita il Museo dell’olio di Loreto Aprutino (PE). Il Palladini, un originale e innovativo imprenditore oleario, avviò la costruzione di un vero e proprio marchio alimentare come inteso oggi, mescolando elementi materiali e immateriali, in modo da valorizzare il proprio olio d’oliva.

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Quattro capanne più una. Il valore della semplicità per A. Bellobono, C. Moulin e L. Caffo

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La capanna di Charles Moulin sul Monte Marrone a 1805 m slm (Molise)

In questi giorni, in cui si susseguono  i dibattiti e le indagini su quali dovrebbero essere i valori della ripartenza, vi propongo di parlare della semplicità, a partire dall’esperienza di Angelo Bellobono (Nettuno, 1964), artista e sportivo,  Charles Moulin (Lille, 1869-Isernia, 1960), pittore francese che trascorse gran parte della sua vita nel Molise e Leonardo Caffo (Catania, 1988), filosofo, autore del libro “Quattro capanne o della semplicità”.

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Le città dopo il Covid: suggestioni dal movimento Liberty, da Italo Calvino e Jane Jacobs

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Il doodle dedicato a Jane Jacobs nell’anniverario dei cento anni dalla sua nascita il 4 maggio 2016

Dall’8 al 14 luglio si celebra in Italia la settimana dell’Art Nouveau organizzata dall’associazione Italia Liberty. La manifestazione vuole ricordare il vasto movimento europeo che, assumendo nomi diversi: Modern Style, Art Nouveau, Jugendstil, Secessione, Floreale, Modernismo, Liberty, interessò in primo luogo l’architettura e le arti applicate, lasciando ampia e preziosa testimonianza in molte delle nostre città che conobbero per questo una nuova “fioritura”.

La rappresentazione di fiori e piante, simbolo di vita e sviluppo, fu la protagonista indiscussa di tale periodo che dalla fine dell’Ottocento alla Prima Guerra Mondiale, testimoniò l’ottimismo che saldava il progresso industriale ed economico, celebrato dalle esposizioni universali, agli elementi naturali, quando dell’Antropocene e del cambiamento climatico non si aveva ancora alcuna consapevolezza.

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TMD2020. Gli artisti della terra

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Un dorodango di Bruce Gardner -Foto di Jenna Close – Behance

TMD è l’acronimo di Terra Migaki Design. Migaki in giapponese vuol dire lucidato e quindi la traduzione potrebbe suonare “design della terra lucidata”. La lucidatura ha a che fare con un particolare oggetto, il dorodango, una sfera di argilla che, secondo una tecnica artistica giapponese, viene levigata manualmente fino ad ottenere una superficie lucida che può assumere diversi colori a seconda della sua composizione e delle polveri che vi vengono aggiunte. Nato dalla collaborazione culturale tra Italia e Giappone e sviluppatosi con eventi per il Fuori Salone, oggi TMD rappresenta in Italia un gruppo di professionisti che promuove la realizzazione di edifici, finiture e oggetti in terra cruda, coordinato dall’ arch. Sergio Sabbadini che ne è il propugnatore e “l’ideologo”.

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Carlo Cane un pittore di “naturale” coerenza

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Carlo Cane – Memoria 2018 (particolare) – olio su tela applicata su tavola

Questo post ha una storia particolare che racconterò in prima persona. Ci sono due antefatti. Il primo: nel 2014 avevo acquistato, dall’Università Bocconi, nell’ambito dell’iniziativa “Un quadro per studiare“, un dipinto del 2000 dell’artista Carlo Cane, che raffigurava Yuri Gagarin durante il suo primo viaggio nello spazio. Sono stato sempre appassionato di imprese spaziali, il quadro mi piaceva molto e, sono sincero, allora non avevo prestato molta attenzione all’autore.

Secondo antefatto: sulla Lettura di domenica 17 maggio, l’artista tedesco Michael Najjar, che si sta preparando a partire per un viaggio spaziale, motivava la sua impresa con l’opportunità per un’artista di poter osservare la Terra da un’altra prospettiva. Si tratta di un’opinione condivisibile se solo pensiamo all’impatto che la foto del nostro mondo, scattata dall’equipaggio dell’Apollo 17 nel 1972, la cosiddetta Blue Marble, ebbe sull’opinione pubblica.

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Broken Nature un anno dopo

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La maschera da snorkeling con la valvola Charlotte realizzata dalla Isinnova di Brescia

Broken Nature, la mostra al centro della XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, curata da Paola Antonelli, si è svolta a Milano, dal 1 marzo al 1 settembre dello scorso anno. Si trattava di una mostra molto bella e molto ampia accompagnata da un passa parola entusiastico che invitava ad andarla a vedere. A distanza di un anno e in un contesto molto diverso, può essere utile verificare la validità delle premesse poste alla sua base e l’attualità dei contenuti presentati.

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Ripartire dal bunker

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Lorenzo Gatti-Trofeo Cornice Bianca-2002-Acrilico su legno e cerniere di ottone-150x80x12-
Foto di Mauro Ghiglione 2020

In un’intervista apparsa il 2 aprile sul Corriere della Sera, l’arch. Renzo Piano ha affermato: “Soffro al pensiero che tutto quello che ho costruito è vuoto”. Purtroppo, non sono solo gli edifici che portano la sua firma ad avere subito questo destino. Sono vuoti anche tutti gli spazi realizzati per ospitare grandi numeri di persone: fiere, università, musei, stadi, assieme agli uffici di grandi e piccole aziende. Le città oggi sono deserte e potrebbero apparire, a un osservatore alieno, le vestigia di una civiltà scomparsa, come le piramidi egizie o incas. Per questo motivo, anche se il presidente della Triennale di Milano l’arch. Stefano Boeri ci ricorda che “è sempre pericoloso affidarsi eccessivamente alla contemporaneità perché si rischia di annebbiare il nostro sguardo”, avvertiamo la necessità di avere risposta a alcune questioni che bussano alla nostra mente.

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