Le “Teste di cavolo” di Serena Vestrucci e la metamorfosi di cui abbiamo bisogno

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Serena Vestrucci-Testa di cavolo-2021-bronzo-quattro mesi-dimensioni variabili

A Milano c’è un campo di teste di cavolo. Si trova alla Galleria Renata Fabbri arte contemporanea dove è stata allestita la mostra Fioritura di Serena Vestrucci (Milano-1986). Sul pavimento bianco delle due stanze al piano terra giacciono dodici Teste di cavolo, sculture in bronzo ricavate dal calco a grandezza naturale di sei tipi di questo ortaggio (cavolo rosso e cappuccio, broccolo, cavolfiore, verza, cavoletti di Bruxelles) su cui appaiono teste umane, di bambino, di donna o di uomo con espressioni tristi e rassegnate, stupite della loro condizione attuale. Come teste rotolate dopo il passaggio di una furia iconoclasta, ora stanno a terra, immote e abbandonate, con lo sguardo rivolto a un punto ignoto dove forse trovano memoria di una gloria passata o da cui cercano aiuto, ansiose di raccontare la loro storia. Al piano seminterrato della galleria ci sono altre due installazioni, Fioritura e Batter d’occhio di cui non parlerò ma che trovate tra le immagini.

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Flora ferroviaria, la rivincita della natura sull’uomo di Ernesto Schick

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Epilobium hirsutum L. in una vasca di lavaggio della stazione di Milano Centrale (Foto: Rodolfo Gentili-dettaglio)-Immagine tratta da Natura-Volume 110 (1) 2020

Anche chi non è esperto di piante è in grado di apprezzare la loro capacità di diffondersi ovunque dovuta alle straordinarie facoltà di movimento che possiedono. Stefano Mancuso nei suoi libri ha descritto come esse siano state indagate a partire dalle indagini di W.F.P. Pfeffer (1845-1920), che si servì delle prime riprese fotografiche per dimostrare i movimenti notturni e diuturni delle piante. Questi si distinguono in attivi e passivi: i primi richiedono un consumo di energia e hanno che fare con il cambiamento di turgore delle cellule causato dal flusso osmotico di acqua attraverso le membrane cellulari. I secondi invece, utilizzano l’energia dei fenomeni atmosferici unita al passaggio fornito da qualche animale. Esistono però altri movimenti delle piante che sono indotti dall’attività umana o dalla sua inattività, come nel caso della flora ferroviaria e di quella aeroportuale e che riguardano quelle varietà che si sviluppano in questi luoghi dedicati ai trasporti.

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