LUAR la galleria per la felicità di Maria Beretta

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Giuseppe Pellizzari – Legami – matite colorate -2013

Ad aprile del 2019 è nata a Milano una nuova galleria d’arte. Si chiama LUAR, parola portoghese che vuol dire luce lunare, una luce che “illumina” le cose e le persone in maniera diversa da quella del sole. Ad aprirla è stata Maria Beretta, avvocato con uno studio legale ben avviato, perché mi dice: “Ad un certo punto volevo portare bellezza per me e per gli altri e una galleria è un luogo di bellezza”. Maria è giunta alla realizzazione di questo progetto dopo una lunga ricerca non solo fisica ma anche interiore. Nella galleria vorrebbe presentare design d’arredo, gioielli, sculture, fotografia, pittura ma, come vedremo, anche altro.

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Uomini, natura e denaro nel “Capitalocene” di Silvio Valpreda

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Silvio Valpreda-Illustrazione dal libro “Capitalocene. Appunti da una nuova era” (dettaglio)-2020

Ci sono argomenti complessi che non sono di facile spiegazione. Per fortuna ci sono autori che, grazie ai particolari strumenti di cui dispongono, sono in grado di renderli facilmente comprensibili, come nel caso di Silvio Valpreda e del breve libro “Capitalocene. Appunti da una nuova era”, da poco uscito in libreria. Silvio Valpreda (1964), di formazione ingegnere meccanico, è un designer, artista e scrittore che da anni conduce una particolare ricerca legata alle questioni sociali, impiegando grafica, fotografia e scrittura come mezzi di indagine parallela.

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Broken Nature un anno dopo

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La maschera da snorkeling con la valvola Charlotte realizzata dalla Isinnova di Brescia

Broken Nature, la mostra al centro della XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, curata da Paola Antonelli, si è svolta a Milano, dal 1 marzo al 1 settembre dello scorso anno. Si trattava di una mostra molto bella e molto ampia accompagnata da un passa parola entusiastico che invitava ad andarla a vedere. A distanza di un anno e in un contesto molto diverso, può essere utile verificare la validità delle premesse poste alla sua base e l’attualità dei contenuti presentati.

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La nona onda

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Ivan Konstantinovic Ajvazovskij – La nona onda- 1850

“La nona onda” è un dipinto del 1850 di Ivan Konstantinovič Ajvazovskij, attualmente esposto al Museo di Stato di San Pietroburgo. Raffigura alcuni uomini, scampati a un naufragio, aggrappati a quello che resta del pennone della nave su cui erano imbarcati. Il cielo si sta aprendo ma il mare infuria ancora e la più grande delle onde, che si ripeterebbero secondo la tradizione marinara a gruppi di nove sempre più grandi, sta per abbattersi su di loro.

Il quadro, a cui si è ispirato anche l’artista cinese Cai Guo Qiang per la realizzazione di una sua opera omonima nel 2014, può essere visto come una metafora della situazione che il genere umano sta vivendo nell’attuale pandemia. Stiamo resistendo e limitando i danni ma la nostra “nona onda” è questa o deve ancora arrivare?

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L’agricoltura non è più un soggetto per l’arte?

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Geometrie Rurali -Copyright Stefano Barattini – 2019

Alcuni mesi fa è stato chiesto alla Città Vegetale perché l’Arte Contemporanea, nelle sue varie e multiformi manifestazioni, non si occupi “dell’agricoltura moderna” nelle forme assunte a seguito della “Rivoluzione Verde”. Si tratta, infatti, di un settore economico fondamentale per la nostra esistenza, al quale è affidata la produzione dei beni alimentari ma anche la cura di gran parte del nostro territorio, con gli ovvi riflessi che essa ha su ambiente e clima.

È evidente che questa affermazione non è vera, piuttosto le modalità con cui avviene sono particolari e dipendono dalla diversa visione dell’agricoltura che si è affermata.

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Aria e Fuoco. Aerocene o Pirocene?

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Aerocene-flights – licensed under CC BY SA 4.0 – 2020

Secondo i primi filosofi greci, terra, fuoco, acqua e aria erano i quattro elementi che, interagendo tra loro, avevano dato origine al mondo. A distanza di oltre duemila anni, questa intuizione mantiene ancora la sua attualità. I timori per l’ambiente, infatti, ruotano attorno allo stato di conservazione di questi quattro elementi o alle conseguenze di un loro uso dissennato. Su questi argomenti può accadere però che arte e scienza abbiano visioni opposte, come quando, ad esempio si parla di aria e fuoco, ovvero di Aerocene e Pirocene, le nuove Ere a loro collegate, in cui si troverebbe la Terra.

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A caccia per…Fame

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Edoardo Manzoni – Allodoliere

Animali e vegetali hanno avuto, fino a un certo punto, storie simili. Sostituiti dalle macchine e allontanati dalle città i primi, sdradicati per fare posto a case e infrastrutture i secondi, vi hanno fatto rientro sotto forme diverse. Pets e peluches nel primo caso, piante da appartamento nel secondo. Per gli animali selvatici o esotici sono stati allestiti gli zoo, anche sotto forma di parchi (in Italia ve ne sono complessivamente 15 riuniti dalla UIZA), che resistono e si sviluppano, nonostante le condizioni di vita degli ospiti siano solo una simulazione di quella reale. Le piante velenose si possono trovare nei giardini botanici, ma guardare un vegetale che potrebbe essere nocivo per la nostra vita non ha, per noi umani, lo stesso fascino che guardare un animale.

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Gesti Vegetali

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  • Giuseppe Penone – Gesto Vegetale “Eva di Autun” – 1983 – archivio personale

Ognuno di noi si chiede cosa poter fare per l’ambiente. Piantare alberi, ridurre il consumo di materiali monouso, favorire produzioni sostenibili, sono alcune delle azioni virtuose che possiamo compiere ma anche l’arte, a suo modo, può ispirarci. Ne ho avuto una riprova durante la visita della mostra “Incidenze del vuoto”, di Giuseppe Penone, uno dei più importanti artisti italiani, esponente del movimento Arte Povera, conclusasi da poco a Cuneo.

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Filari, siepi e grovigli

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Ampelio Tettamanti – Groviglio – 1960/61 – Olio su tela – Collezione Silvana Tettamanti

Ampelio Tettamanti (1914-1961) fu esponente di quel gruppo di artisti del realismo milanese, formato, tra gli altri, da Giovanni Fumagalli, Aldo Brizzi, Angelo Ferreri, Maria Antonietta Ramponi, Giuseppe Scalvini, che, negli anni ’50, si riuniva nella galleria “Borgonovo 15”. Artista politicamente impegnato, dipinse operai, contadini, mondine, donne intente al lavoro domestico, fabbriche, le Bovise.

Ampelio Tettamanti – Ciminiere alla Bovisa – 1958 – Olio su tela – Collezione privata

I suoi lavori si aggiudicarono numerosi premi: nel 1955 il premio Suzzara, nel 1958 il premio Modigliani e nel 1961 il premio Ramazzotti. Viaggiò in Cina e Russia, dove schizzò scene di vita quotidiana e disegnò per Feltrinelli la copertina, della prima edizione, del Dottor Zivago di Boris Pasternak.

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In principio era l’orto

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Ortaggi- ©   Francesco de Vincenzi – Centro Antico di Isernia – 2013

Gilles Clément, il celebre paesaggista, ma anche ingegnere agronomo, entomologo, botanico, filosofo; nel suo saggio “Breve Storia del Giardino”, afferma che il primo giardino è un orto. L’uomo nomade decide di interrompere le proprie peregrinazioni per un motivo eminentemente alimentare, perché ha trovato un luogo dove poter coltivare i propri alimenti. Il primo giardino è anche un recinto, perché quegli alimenti non sono a disposizione di tutti e va protetto.

La più felice espressione del connubio tra giardino e orto è l’orto dei re a Versailles, il giardino alimentare che deve assicurare il rifornimento della tavola reale, ma anche il luogo di sperimentazione di tecniche di coltivazione e di potatura.

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