Artisti e scienziati alla ricerca dell’origine della vita: Maria Cristina Carlini e Francesco Salese

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Maria Cristina Carlini – Origine- 2019-grès terra tecnica mista-7 elementi da cm h.230 a 340 (dettaglio)

Allo Studio Museo Francesco Messina di Milano è in corso, dal 10 luglio all’8 settembre, la mostra di Maria Cristina Carlini (MCC), “Geologie, memoria della terra”. MCC (Varese-1942) ha una lunga attività alle sue spalle, iniziata casualmente negli anni Settanta quando, laureata in giurisprudenza, si trasferisce con il marito che deve seguire un master, a Stanford in California. Qui, come ha raccontato lei, avendo poco da fare, si iscrive a un corso di ceramica e scopre la passione che la porterà a diventare una scultrice affermata, con opere esposte nei principali musei e luoghi pubblici del mondo. In mostra a Milano ci sono sei opere molto significative e rappresentative della sua attività artistica: Libro dei morti, Origine, Legni, Fantasmi del Lago, Meride. Fossili, Samurai.  Naturalmente vi consiglio di andare a visitarla, l’ingresso è gratuito e basta prenotare.  

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Matsutake: il fungo che secondo Anna Tsing ci fa capire il nostro presente

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Funghi Matsutake – Foto di Tomomarusan – GFDL+creative commons 2.5

Sulla Lettura di domenica 28 giugno, c’era una bella intervista di Danilo Zagaria a Merlin Sheldrake sul suo libro “L’ordine nascosto. La vita segreta dei funghi”. Una sua domanda riguardava il saggio dell’antropologa Anna Tsing “The Mushroom at the End of the World: On the Possibility of Life in Capitalist Ruins” (Il fungo alla fine del mondo: sulla possibilità della vita nelle rovine del capitalismo), non ancora tradotto in italiano, che ho letto per voi e di cui voglio parlarvi.

Anna Tsing è un’antropologa americana, docente all’università della California, che conduce degli studi transdisciplinari sull’Antropocene, cioè sull’era iniziata con la rivoluzione industriale e caratterizzata dal forte intervento umano sull’ambiente, di cui ho parlato più volte in questo blog. Nel suo libro, la Tsing utilizza il caso del fungo Matsutake, un miceto diffuso in alcune regioni del mondo, ma consumato soprattutto in Giappone, per illustrarci, attraverso la sua “supply chain”, (la sua catena di fornitura), le relazioni socioeconomiche di questa fase del capitalismo.

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Bathygraphica. Come gli abissi marini divennero visibili grazie al lavoro della scienziata Marie Tharp e del pittore Heinrich Berann.

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Heinrich Berann – Manuscript painting of Heezen Tharp World ocean floor -1977

La Giornata Mondiale degli Oceani si celebra l’8 giugno ed è l’occasione per riflettere sulla loro importanza. Essi coprono il 71% della superficie del globo terrestre, producendo il 50% dell’ossigeno e intercettando il 30% di tutta l’anidride carbonica. Questi benefici sono minacciati dall’aumento della loro temperatura media che non deve superare i 15° e dai rifiuti plastici che creano vere e proprie isole, con conseguenze per pesci e uccelli.

Nonostante siano stati percorsi sin dall’antichità, fino alla prima metà del ventesimo secolo è stato impossibile far giungere fin nelle loro profondità il nostro sguardo. I circa undici chilometri della Fossa delle Marianne, la più profonda depressione oceanica, sono da considerarsi, per quanto riguarda la visibilità, alla pari dello spazio cosmico più profondo, senza però che ad oggi, a differenza che per quest’ultimo, sia stato possibile realizzare un “telescopio” che ci consenta di osservare cosa accada sul fondo del mare.

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