La scultura immateriale di Corrado Bove

(Tempo di lettura 4 minuti)
Corrado Bove – Senza Titolo (Nautilus 0055 n.5) – stampa digitale in quadricromia su vetro satinato, 100×100

Corrado Bove ha presentato a The Open Box di Milano, in collaborazione con la Galleria d’Arte De Chirico, la mostra Infinito Indefinito Ignoto, curata da Gaspare Luigi Marcone, punto di arrivo della ricerca che porta avanti da anni, di progressiva smaterializzazione della scultura, oggi trasformata in punti, pixel fotografici, per poterne penetrare la struttura e giungere a farne pura visione. Nato a Bergamo da genitori pugliesi nel 1974, dopo alcuni anni si trasferisce a Corato (BA) dove frequenta l’Istituto d’Arte e si diploma in metalli e oreficeria. Frequenta poi l’Accademia di Belle Arti di Bari nella sezione scultura senza però terminarla. Abituato da sempre a lavorare con diversi materiali ha portato avanti negli anni un percorso tra due poli, tra l’artigianato artistico, il restauro, il design e l’arte, uno più materiale è più necessario alla sopravvivenza ed uno più immateriale in cui si esprime questa sua pulsione ad andare al di là della materia.

Continua a leggere

No Man’s Land: il punto d’arrivo dell’arte secondo Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier

(Tempo di lettura 4 minuti)
Alberto Garutti-tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora-2004/2020-No Man’s Land

Con l’installazione, svoltasi sabato 31 ottobre 2020, delle opere di Alberto Garutti “tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora” (2004), di Alvin Curran “Gardening with John 1.1”(2006) e di Donatella Spaziani“ La voce dei poeti” (2006), Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier hanno aggiunto un altro tassello a No Man’s Land (la terra di tutti), il progetto ispirato dall’arch. Yona Friedman (1923-2020) e realizzato dall’omonima fondazione, a Rotacesta, nel Comune di Loreto Aprutino (PE). No Man’s Land, formata da un terreno pianeggiante e da un bosco di noci in discesa vicino a un ruscello, in un territorio agricolo a cui fanno da sfondo monti e colline, realizza l’idea del museo senza pareti di Friedman, ed è un luogo aperto a tutti, 24 ore su 24, ripetibile in qualsiasi parte del mondo, “una terra dell’immaginazione aperta a tutti”. Il progetto era stata avviato nel 2016 con le opere di Yona Friedman e Jean Baptiste Decavèle “No Man’s Land” a cui si erano aggiunte, nel 2017, “Pian de Pian Piano” di Alvin Curran; ”Solid Ground” di Jimmie Durham; “No Man’s Refuge/Il Rifugio di tutti” di Yona Friedman e Jean Baptiste Decavèle.

Continua a leggere