No Man’s Land: il punto d’arrivo dell’arte secondo Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier


(Tempo di lettura 4 minuti)
Alberto Garutti-tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora-2004/2020-No Man’s Land

Con l’installazione, svoltasi sabato 31 ottobre 2020, delle opere di Alberto Garutti “tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora” (2004), di Alvin Curran “Gardening with John 1.1”(2006) e di Donatella Spaziani“ La voce dei poeti” (2006), Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier hanno aggiunto un altro tassello a No Man’s Land (la terra di tutti), il progetto ispirato dall’arch. Yona Friedman (1923-2020) e realizzato dall’omonima fondazione, a Rotacesta, nel Comune di Loreto Aprutino (PE). No Man’s Land, formata da un terreno pianeggiante e da un bosco di noci in discesa vicino a un ruscello, in un territorio agricolo a cui fanno da sfondo monti e colline, realizza l’idea del museo senza pareti di Friedman, ed è un luogo aperto a tutti, 24 ore su 24, ripetibile in qualsiasi parte del mondo, “una terra dell’immaginazione aperta a tutti”. Il progetto era stata avviato nel 2016 con le opere di Yona Friedman e Jean Baptiste Decavèle “No Man’s Land” a cui si erano aggiunte, nel 2017, “Pian de Pian Piano” di Alvin Curran; ”Solid Ground” di Jimmie Durham; “No Man’s Refuge/Il Rifugio di tutti” di Yona Friedman e Jean Baptiste Decavèle.

Ho conosciuto Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier quest’estate, nel corso di una visita guidata a questo bellissimo luogo organizzata da amici comuni ed avevo avuto la fortuna di parlare abbastanza a lungo con lui, rimanendo frastornato dalla quantità di esperienze e di sigle che hanno costellato la sua vita e di cui mi aveva raccontato. Sono perciò tornato a Rotacesta per queste nuove installazioni, dopo aver meglio assimilato le caratteristiche di questo intervento e in questa occasione ho potuto dialogare anche con lei.

No Man’s Land a mio avviso rappresenta, nella concezione dei due promotori, il punto di arrivo dell’arte, cioè come essa deve essere intesa per continuare ad esistere e a svolgere il suo ruolo di cambiamento. Come è espresso molto chiaramente nelle pagine del sito web della fondazione: “No Man’s Land si propone come modello di cambiamento etico e sociale, replicabile in ogni luogo del mondo, per cancellare l’idea di proprietà, per trasformare un bene privato in un bene comune, secondo un percorso ecosostenibile che restituisce il luogo a sè stesso. L’accezione negativa di terra di nessuno, terra senza regole, assume qui un significato positivo: no man’s land è un dono che l’arte fa a tutti”. Per questo Mario Pieroni ha conferito alla Fondazione il terreno sul quale sorge il progetto e che aveva ereditato dalla madre.

Un percorso iniziato da Pieroni molti anni orsono, a Pescara, nel 1970 e che si è distinto per la capacità di saper comprendere ed anticipare le tendenze artistiche ma anche di saper immaginare delle nuove formule distributive e di fruizione dell’arte attraverso la creazione di una serie di iniziative.

Per quanto riguarda le prime è impressionante l’elenco degli artisti di livello internazionale con cui sviluppò rapporti nei primi anni di attività: Spalletti, Ceroli, Alviani, Kounellis, Merz, De Dominicis, Fabro, Petrassi, Richter solo per citarne alcuni, con i quali però è sempre stato presente il valore dell’incontro, dello stare assieme, del trovarsi e del rispetto per ciò che l’artista crea.

Dall’altro, Pieroni e Stiefelmeier hanno sempre espresso una grande capacità di visione imprenditoriale e manageriale, con la creazione di forme organizzative nuove e diverse per lo sviluppo dei progetti artistici, per dare ad essi la sostenibilità necessaria a farli durare nel tempo. Pieroni, partendo dall’iniziativa “Mondo delle Idee” sviluppata all’interno dell’azienda di arredamento di famiglia a Pescara (1970), con cui si proponeva di realizzare multipli di grandi dimensioni, approda poi all’apertura della “Galleria Bagno Borbonico” sempre a Pescara (1975). Trasferitosi a Roma, incontra Dora Stiefelmeier e assieme aprono la “Galleria Pieroni” (1979) che svolgerà la sua attività sino al 1992, realizzando 62 mostre. Nel 1991 fondano “Zerynthia”, l’associazione con cui effettuano la trasformazione, la metamorfosi (Zerynthia è il nome di una farfalla) delle modalità di sviluppo delle iniziative artistiche attraverso il dialogo con il settore pubblico. Nel 2003 danno vita a “RAM Radio Arte Mobile“, piattaforma per l’arte contemporanea dedicata alla ricerca sonora e all’attività espositiva e infine nel 2012 a “D/A/C/ Denominazione Arte Condivisa“, il marchio sotto cui si collocano iniziative di dialogo tra artisti e imprenditori.

Ma Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier hanno assistito anche allo sviluppo della finanza nel mercato dell’arte che, privilegiando il valore di scambio dell’opera, tende ad annullare sia il ruolo del gallerista che dovrebbe essere un anticipatore del mercato e che invece finisce per essere solo un agente, sia il valore della relazione che questi deve costruire con l’artista. Per questo, dopo la chiusura della “Galleria Pieroni nel 1992, hanno ricercato altre logiche per sfuggire a questo “cancro” che attanaglia il mondo artistico. No Man’s Land, esaltando il valore d’uso dell’arte, assume perciò il ruolo di “riscatto” con cui essa si riappropria del suo ruolo di “rigenerazione” e di “rinascita” sociale in modalità nuove. L’arte non può essere chiusa nelle gallerie ma deve vivere in luoghi aperti a tutti per tutto il tempo, perché tutti possano interagire con essa assieme alla natura.

  • Yona Friedman e Jean Baptiste Decavèle-No Man’s Land-2016
  • Alvin Curran-Pian de Pian Piano-2017
  • Yona Friedman e Jean Baptiste Decavèle-No Man’s Refuge/Il Rifugio di tutti-2017
  • Yona Friedman e Jean Baptiste Decavèle-No Man’s Land-2016
  • Alvin Curran-Gardening with John 1.1”-2006
  • Alberto Garutti - tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora-2004/2020

Abstract

Saturday 31 October 2020, in No Man’s Land, the project inspired by the architect Yona Friedman (1923-2020) and built by the homonymous foundation in Rotacesta, in the Municipality of Loreto Aprutino (PE), the works of Alberto Garutti, Alvin Curran and Donatella Spaziani were installed. The project was launched in 2016 with the works of Yona Friedman and Jean Baptiste Decavèle “No Man’s Land” to which, in 2017, “Pian de Pian Piano” by Alvin Curran; “Solid Ground” by Jimmie Durham and “No Man’s Refuge” by Yona Friedman and Jean Baptiste Decavèle had been added. For Mario Pieroni (Rome) and Dora Stiefelmeier (Zurich 1937), this is another piece in Friedman’s idea of the museum without walls, a place open to all, 24 hours a day, repeatable anywhere in the world, “a land of imagination open to all “. No Man’s Land, in opposition to the financialization of the art world, assumes the role of “redemption” with which it regains its role of social “regeneration” and “rebirth” in new ways.

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