A Venezia c’è una foresta invisibile


(Tempo di lettura 4 minuti)
Fabrice Hyber – Reborn – 2023 – Hyberglass – Proprietà Fondazione Louis Vuitton Fabrice Hyber

Abbiamo già incontrato Fabrice Hyber (1961), in occasione della mostra Siamo Foresta svoltasi alla Triennale di Milano e conclusasi il 29 ottobre, dove le opere di questo artista francese accompagnavano disegni e realizzazioni dell’artista yanomami Sheroanawe Hakihiiwe (1971). Ora lo ritroviamo, fino al 7 gennaio del prossimo anno, allo spazio Louis Vuitton di Venezia con un’opera intitolata La Foresta Invisibile, dove immagina di collocare Venezia sulla immaginaria canopia di vetro degli alberi di rovere o quercia, su cui questa città è fondata.

Fabrice Hyber (1961), è noto per aver creato nel corso di vent’anni un bosco molto ampio attorno alla fattoria dei genitori in Vandea, noto come La Vallée e per aver realizzato nel corso della sua carriera una serie di opere concettuali raccolte nella serie POF (Protocoles d’objects en functionnement) che gli hanno valso numerosi riconoscimenti. Partendo spesso dalla pratica del disegno e della pittura, adopera tutti i mezzi d’espressione mettendo al centro della sua riflessione le modificazioni dell’ambiente naturale, impiegando gli alberi e gli elementi naturali come mezzo di rappresentazione. Dotato di una formazione scientifica concepisce le sue opere come un grande rizoma che si sviluppa di ambiente in ambiente. Le sue tele sono piene di rami, radici, tronchi, gocce d’acqua, pioggia, con cui mette in evidenza l’avanzare delle molteplici relazioni tra tutti gli elementi umani e non su cui ci invita a riflettere.

La Foresta invisibile si trova all’ultimo piano dello spazio Vuitton di Venezia che si raggiunge mediante un ascensore senza dover attraversare il negozio. Si entra nell’installazione attraverso una porta ad arco come quelle che si incontrano lungo i canali. Sulla sinistra si trova una finestra su cui è stato dipinto un albero che, dans le reve (nel sogno), ricresce da un palo infisso nell’acqua. Sulla destra invece troviamo l’Occhio della strega, uno specchio tondo e convesso che rimanda l’immagine della stanza in cui è posto come in un grandangolo.

Sulla destra si trova la parete della foresta degli alberi. I vegetali sembrano dipinti ad acquerello su trentadue lastre di vetro visibili dai due lati, collocate su cornici in muratura. Per realizzarli Hyber è ricorso a una tecnica che ha messo a punto in collaborazione con il Centre International de Recherche sur le Verre et les Arts Plastiques di Marsiglia e che ha denominato Hyberglass. Il vetro colorato, ridotto in polvere, viene mescolato con acqua in modo da poter essere impiegato come pigmento per dipingere gli alberi sulle lastre di vetro che poi sono state cotte in forno ad alta temperatura, rimanendo comunque trasparenti.

Fabrice Hyber -La foresta invisibile – – Hyberglass – 2023 – Proprietà Fondazione Louis Vuitton Fabrice Hyber
La foresta invisibile – veduta dell’installazione – 2023 – Proprietà Fondazione Louis Vuitton Fabrice Hyber

Ai piedi dei pannelli sono stati collocati dei ceppi provenienti dalle paludi della Vandea che, oltre a svolgere il ruolo di basi degli alberi, rappresentano con i loro anelli di accrescimento annuali lo scorrere del tempo e simboleggiano delle porte temporali. Anche le panche che sono collocate nello spazio sono state realizzate in legno della Vandea.

Fabrice Hyber – Les Fantomes (Fantasmi) – 2023 – olio, pastello e carboncino su tela – Proprietà Fondazione Louis Vuitton Fabrice Hyber

Sul lato sinistro dello spazio Hyber ha rappresentato con frasi e schizzi a carboncino direttamente sul muro e con disegni ad olio e pastello su tela denominati rispettivamente Les Fantomes, L’invention de l’ange, La foret invisible, il processo creativo che lo ha portato alla realizzazione dell’installazione esprimendo appieno la sua filosofia della vita e della ricerca artistica. La vita è espansione che nasce da un seme ed egli immagina che i pali di legno posti sul fondo della laguna, marcendo, siano radice per i funghi, di cui i pali stessi possono nutrirsi, ricreando la vegetazione e la vita, così come i rifiuti possono oggi essere alla base di nuova ricchezza, mediante il processo circolare.

Fabrice Hyber – L’invention de l’ange (L’invenzione dell’angelo) – 2023 – olio, pastello carboncino su tela – Proprietà Fondazione Louis Vuitton Fabrice Hyber

L’installazione è certamente molto suggestiva. I vetri trasparenti, su cui sono stati dipinti gli alberi, lasciano filtrare una luce multicolore che fa risaltare anche i le tele colorate sull’altro lato. La trasparenza delle lastre crea la sensazione di trovarsi nel mezzo di un bosco in cui è possibile guardare al di là dei tronchi e delle fronde. Hyber conferma di essere un artista capace di saper interpretare le esigenze ambientali del momento riproponendo al centro della scienza gli alberi e la natura dove sembra che non dovrebbero esserci e di saper tradurre questa visione con concetti nuovi e originali e pennellate rapide e essenziali.

Colpisce però che Hyber, nonostante la sostenibilità di cui si fa sostenitore, abbia impiegato per la propria installazione tutti materiali provenienti dalla Francia o dalla Svizzera, non solo i vetri ma anche il legno impiegato per i ceppi e le panchine e addirittura i depliant, con uno scarso collegamento con il territorio veneziano e veneto, che forse sarebbe stato necessario e apprezzato.

In Venice there is an invisible forest

We have already met Fabrice Hyber (1961), on the occasion of the exhibition Siamo Foresta held at the Milan Triennale and ended on 29 October, where the works of this French artist accompanied drawings and realizations of the artist Yanomami Sheroanawe Hakihiiwe (1971). Now we find him, until January 7, at the Louis Vuitton space in Venice with a work entitled The Invisible Forest, where he imagines to place Venice on the imaginary canopy of oak trees, on which this city is founded, through the use of glass.


2 pensieri riguardo “A Venezia c’è una foresta invisibile”

  1. la poetica,artistica di questo artista francese è assai intrigante/interessante ed accattivante.Anch’io sono un artista (o presunto tale …) & da,decenni eseguo acquerelli/tecniche miste con un taglio/visione ispirata al maestro J.D.W.TURNER.
    Tantissimi Complimenti.Se cortesemente potete darmi l’email personale di questo artista sarei molto contento.Cordiali saluti.

    1. Gentilissimo Fabio, buonasera e grazie mille del suo commento. Purtroppo non dispongo della mail di Fabrice Hyber ma può scrivergli attraverso il suo sito web tramite questo link https://www.hyber.tv/contact
      Tanti auguri per il suo lavoro.
      Cordiali saluti

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