Novacene: l’era dei Cyborg


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Neil Harbisson – Sonochromatic – New York – Art Pollock Gallery – 2014 CC BY-SA

È uscito da pochi giorni, in Italia, il libro di James Lovelock “Novacene. L’età dell’iperintelligenza”, pubblicato da Boringhieri. Lovelock è uno scienziato noto per aver teorizzato, nel 1973, la Terra come un unico sistema vivente, chiamato con il termine Gaia, ma anche per aver ideato tanti brevetti alla base dell’esplorazione dell’Universo. Negli anni ’70, realizzò un dispositivo per la ricerca di composti organici, inviato su Marte con le sonde Viking.

Secondo Lovelock, stiamo per entrare in una nuova era geologica, il Novacene. Per spiegare questa intuizione, ripercorre la storia di Gaia, descrivibile in tre fasi fondamentali, a partire dal ruolo del sole per lo sviluppo del sistema vivente.

Nella prima, la luce solare, attraverso la fotosintesi, si trasforma in energia chimica, sotto forma di elementi organici per lo sviluppo del mondo vegetale e animale. L’ammasso dei composti vegetali nel sottosuolo terrestre, a seguito dei vari sconvolgimenti che si sono succeduti per milioni di anni, ha creato enormi risorse energetiche fossili di carbone, petrolio e metano.

La seconda fase, l’Antropocene, in cui stiamo vivendo, ha avvio, secondo Lovelock, con la realizzazione, nel 1705, della prima pompa a vapore, da parte di Thomas Newcomen. Questa macchina utilizzava il calore sprigionato dalla combustione di carbone, cioè energia solare immagazzinata, per muovere un pistone che creava il vuoto necessario ad aspirare l’acqua che si trovava nelle gallerie delle miniere. È da questa pompa che parte la diffusione delle macchine alimentate da energia fossile, creando lavoratori artificiali più produttivi di animali e umani, accompagnata però anche dal rilascio della CO2 e dal progressivo peggioramento delle nostre condizioni ambientali.

Giungiamo così alla terza fase, il Novacene appunto, in cui potremmo entrare a breve. L’ipotesi di Lovelock è che, in questa fase, l’energia si trasformerà in informazioni, sotto forma di bit, utilizzate principalmente da esseri dotati di autoapprendimento, cioè di Intelligenza Artificiale, (Artificial Intelligence) AI, che lui chiama Cyborg, organismi cioè capaci di auto-sviluppare la capacità di progettazione e realizzazione di macchine e servizi. Secondo il nostro, il Novacene è iniziato nel momento in cui i computer sono stati utilizzati per progettare e realizzare altri computer, dato che le dimensioni dei cavi da impiegare sono così piccole, dell’ordine di 14 nanometri, da non poter essere maneggiati da esseri umani. In questo modo, abbiamo “invitato” le macchine a costruire nuove macchine, sottraendoli al limite di non superare la nostra intelligenza.

I Cyborg non saranno però robot o umanoidi come i replicanti di Blade Runner. Potranno essere entità di dimensioni diverse, da quella dei microrganismi a quella degli animali, che formeranno una nuova biosfera che conviverà con la nostra. Nella visione ottimistica dell’Autore, a questi esseri sarà affidata la risoluzione dei nostri problemi ambientali. Poiché vivranno nel nostro stesso ambiente, essi saranno interessati al mantenimento di condizioni ambientali necessarie alla loro e nostra sopravvivenza, e quindi favoriranno le iniziative per la riduzione della temperatura del pianeta, evitando così la scomparsa della vita sulla Terra.

La visione futuribile o fantascientifica di Lovelock non è nuova per l’arte che ha già immaginato, anche se diversamente, i Cyborg. Oltre ad essere stati oggetto di numerosi film, essi sono da alcuni anni al centro del movimento della Cyborg Art. Gli artisti che ne fanno parte, Neil Harbisson e Moon Ribas, solo per citare i più noti, si sono fatti impiantare nel corpo chip che modificano la percezione sensoriale della realtà esterna o dei fenomeni naturali e quindi si considerano dei Cyborg.

L’artista Neil Harbisson, iniziatore del movimento della Cyborg Art, soffriva di acromatopsia, una malattia che non gli consentiva di percepire i colori. Grazie a un sensore che si fatto inserire nel cranio, riesce a  trasformare i colori in frequenze musicali che sente attraverso la conduzione ossea . Associando le frequenze musicali ai colori, compone quadri che possono raffigurare persone o cose. Moon Ribas, coreografa e danzatrice, ha scelto di farsi inserire nei piedi dei sensori che le danno la possibilità di percepire i terremoti e realizza performance in cui danza, muovendosi sulla base dell’intensità del fenomeno oppure suonando delle percussioni. Assieme hanno fondato la Cyborg Foundation che ha tra le proprie finalità quella di difendere il diritto delle persone di modificare il proprio corpo e di decidere quali sensi avere e quali esseri diventare. A loro avviso, lo sviluppo di sensi artificiali, (Artificial Senses) AS, in cui i sensi sono forniti dalla tecnologia ma l’intelligenza è umana, si oppone all’intelligenza artificiale, AI, in cui l’intelligenza è creata dalle macchine stesse.

Come possiamo constatare, scienza e arte percorrono, come al solito, binari distinti, risultando una di stimolo all’altra.

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