Fiber Art: la passione di Gabriella Anedi e la moda di Dada


(Tempo di lettura 4 minuti)
Gloria Campriani-L’estate appesa ad un filo-Bologna-annodatura e intrecci in fibra riciclata-2020

Ogni espressione artistica contiene tracce del passato e profezie del futuro ma la Fiber Art sembra possedere queste caratteristiche alla massima potenza. Poiché è definita come l’arte realizzata con materiali flessibili (non necessariamente naturali), ad essa fanno capo un grande numero di tecniche: tessitura, ricamo, annodatura, intrecciatura, lavoro ai ferri, uncinetto, cucito ed altre. Si tratta di attività spesso legate all’ambiente domestico e apprese in quell’ambito e magari poi portate a livello artigianale e industriale, ma di cui restano tracce nelle nostre case e nelle nostre vite. In questo senso sono segnali del passato ma anche di un futuro diverso che sottotraccia hanno accompagnato tutte le fasi del progresso del genere umano.

Anche se la prima esponente di questa disciplina potrebbe essere considerata Penelope, la sposa di Ulisse, la nascita della Fiber Art si fa risalire alla scuola del Bauhaus, dove nel 1925 fu aperto un laboratorio di tessitura affidato a Gunta Stolzi, una ex allieva dell’istituto, che lo diresse fino alla chiusura dello stesso nel 1933 per mano dei nazisti. La sua diffusione e la sua conoscenza sono rimaste però piuttosto limitate ed è probabile che a questo abbia contribuito la manualità delle tecniche che ha frenato il desiderio di apprenderle.

Non sono molti gli esperti di Fiber Art e anche le gallerie specializzate. A Milano si trova la Fiber Art And fondata nel 2008 da Gabriella Anedi, con cui ho avuto un’interessante conversazione telefonica, che si decise a farne l’oggetto della sua attività dopo essersi occupata di Maria Luisa Sponga, una delle più importanti artiste di questo settore, purtroppo prematuramente scomparsa. Lei mi precisa subito che, nonostante possa apparire un’arte di genere femminile, il ricamo nei paesi islamici è spesso praticato da uomini e che del resto lo sono anche numerosi artisti. Certo è potuto accadere che delle artiste abbiano appreso queste tecniche nell’ambito di un’educazione domestica rivolta alle donne ma loro se ne sono servite per trasformarla poi in un’attività artistica.

Un altro pregiudizio riguarda una certa confusione con l’arte povera. Nonostante alcuni artisti di questo movimento come Boetti e Pistoletto abbiano impiegato materiali flessibili, essi non ne sono stati esponenti perché non ne conoscevano le tecniche di realizzazione che invece erano affidate ad altri. La Fiber Art richiede invece non solo l’impiego di un materiale ma anche la capacità di lavorarlo secondo una delle discipline dette sopra. L’artigianalità, nel senso della capacità di saper realizzare l’intero processo di lavorazione e non di improvvisazione, è un requisito indispensabile. Un grande aiuto alla diffusione della Fiber Art e dell’impiego del feltro è giunto poi da Joseph Beuys che a questo materiale dovette la sua sopravvivenza. Di nazionalità tedesca, combattè nell’ultimo conflitto mondiale come pilota della Luftwaffe e venne abbattuto al confine tra Germania e Russia, dove fu soccorso da un gruppo di Tartari che lo estrassero dalla neve e per riscaldarlo lo unsero di grasso e lo avvolsero nel feltro. Attratto dalle capacità isolanti di questo materiale lo impiegherà nelle sue opere.

Gabriella Anedi grazie a una lunga attività di promozione e a numerose iniziative sul territorio come Muse Diffuse che si svolge da anni in Val D’Aosta e Ricamo Contemporaneo che si tiene a Rosignano Monferrato (AL), ha riunito attorno a sé un folto gruppo di artisti italiani che rappresentano una panoramica completa sia per i materiali impiegati che per le tecniche. Di alcuni di questi: Gloria Campriani, Sylvie Clavel, Mario Costantini, Nicola Liberatore, Cristiana Di Nardo, Mauro Molinari, potete trovare una selezione di opere a fondo pagina.

Come detto in principio la Fiber Art non contiene solo tracce del passato ma anche profezie del futuro e a queste si è riferito Mario Costantini dicendomi che: “Le mani sono state trascurate mentre abbiamo privilegiato il lavoro cerebrale ma questo non può andare avanti da solo e le mani devono allenarlo ad andare piano”, quasi un programma per la vita che verrà.

Un ambito in cui ci aspetteremmo di trovare applicazioni della Fiber Art è quello della moda. Un esempio viene dal lavoro di Dada (Dafne Maio), una giovane designer con studi all’Istituto Marangoni di Milano e all’University of the Arts di Londra che, dopo alcuni anni di lavoro in aziende di moda, ha avviato un’attività basata sul ricondizionamento di capi di abbigliamento maschile, dando nuova vita a giacche e gilet vintage. Iniziativa nata per caso quando, dopo la scomparsa del padre, avrebbe voluto poter salvare il suo guardaroba composto da abiti di qualità, pezzi eterni che avevano un valore quasi di amuleti. Seguace del Kintsugi, la pratica giapponese essenza della resilienza, che consiste nell’impreziosire oggetti rotti per restituirli a nuova vita, scopre di poter ridare valore a abiti dismessi, ricamando su di essi dei volti a mano libera alla macchina da cucire. In questo modo ogni giacca è unica, caratterizzata dall’immagine di un viso. Una scelta casuale ma che si ripete, i volti sono i suoi angeli mi dice, immagini sacre, sciamaniche.

Chiudo con una citazione dal sito web di Dada che credo esprima bene anche il significato della Fiber Art: “sono felice di quello che faccio perché la storia, il mio passato e le mie radici sono importanti per il mio futuro.”

  • Nicola Liberatore-Exultet Veste- 2010/2018-stoffe garze carte inchiostro pigmenti oro pallido dimensioni ambientali
  • Sylvie Clavel-Nidi-1986-coton mouliné e sintetico
  • Cristiana Di Nardo-Forme accoglienti-feltro tridimensionale in lana
  • Mauro Molinari-Fantasmi-scarpe in carta dipinta su tessuto da un lampasso spagnolo del XV-XVI secolo 2003 Copia
  • Sylvie Clavel-Conchiglia-1997/98-corde lino cotone e sintetico (particolare)
  • Mauro Molinari-Il Giardino Spagnolo-carte incise e dipinte su tessuto Lampasso Spagna XV/XVI sec-1999
  • Gloria Campriani-Un fiume in piena-Colonne di s.Appiano a Barberino Tavarnelle-fibra riciclata sassi di marmo e sabbia-2020
  • Cristiana Di Nardo-Vasi e feltro a parete-feltro tridimensionale in lana
  • Gloria Campriani-L’estate appesa ad un filo-annodatura e intrecci in fibra riciclata-2020
  • Mario Costantini-Semi dell'universo-pannello da parete in metallo leggero lane e seta-2015
  • Mario Costantini-Libro bianco-Ferro avvolto da fili di cotone e fili di seta di ricomposizione
  • Nicola Liberatore-Racconti degli affetti- veli raso perle carta oro merletti pigmenti legno
  • Dada-Ritratto by David Lenaz @michiamodavid / D2UNO
  • Dada-Klizia ricamata su un fazzoletto
  • Dada-Farfalla Blazer x Jovanotti

Abstract

Each artistic expression contains traces of the past and prophecies of the future, but Fiber Art, defined as art made with flexible materials, seems to possess these characteristics at maximum power. It includes many techniques: weaving, embroidery, knotting, braiding, knitting, crochet, sewing, and others. I talked about it with Gabriella Anedi, owner of the Fiber Art And gallery, one of the few dedicated to this discipline. Finally, I talk about the fashion application that Dada made of it.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *