Lo sguardo di Margherita Morgantin per vedere nel “buio”


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Margherita Morgantin – COSINUS (Venti Cosmici) – installazione di maniche a vento-Orti Boschetto – 2021 

Margherita Morgantin (Venezia, 1971), artista visiva, laureata in architettura con una tesi in fisica tecnica sul comportamento della luce naturale e docente all’Accademia di Belle Arti di L’Aquila, è da sempre appassionata di scienza “perché il metodo scientifico mi ha sempre dato fiducia e sentivo che, per guardare più lontano, avevo bisogno di strumenti più affilati. Al tempo stesso il linguaggio scientifico ha un che di poetico e le formule scientifiche parlano degli scienziati ma anche di me”. Nel 2020 è risultata vincitrice della VIII° edizione del Premio Italian Council con il progetto V.I.P. (Violation of the Pauli exclusion principle) che si articola in una serie di eventi di vario tipo. Uno degli esiti consiste nel libro Sotto la montagna Sopra la montagna, edito da Nottetempo, ora in libreria, in cui si rappresentano i diversi luoghi di svolgimento del progetto e i temi affrontati. “Nel libro testo e grafica stanno in un forma di tensione e amicizia, nessuna immagine è completamente illustrativa ma dice altro”.

V.I.P. è uno degli esperimenti in corso nei Laboratori Nazionali dell’Istituto di Fisica Nucleare posti sotto il Gran Sasso d’Italia, volto a testare il Principio di Esclusione di Pauli (PEP). W. Pauli (1900-1958) premio Nobel per la fisica nel 1945, aveva formulato nel 1925 la teoria secondo cui ogni orbitale atomico può contenere al massimo due elettroni con verso opposto. Il principio è di fondamentale importanza per la nostra comprensione della realtà fisica dato che in caso contrario la materia estesa non potrebbe esistere perché essa collasserebbe sul livello minimo di energia. Per fare un altro esempio, gli elementi della Tabella di Mendeleev si distinguono proprio per gli elettroni presenti nei diversi orbitali atomici. Con l’esperimento si cercano “atomi impossibili”, ovvero atomi vietati dal PEP, il risultato sarà o di riuscire a porre un limite molto forte alla probabilità di violazione del PEP o di osservarne una violazione. Margherita Morgantin osserva il V.I.P. e altri esperimenti in corso nei Laboratori del Gran Sasso con uno sguardo artistico, femminile, mistico per vedere nel buio.

Non tutto ciò che esiste è visibile. Gli studi di Cosmologia ipotizzano che la maggior parte della materia è oscura, cioè non osservabile. Lo stesso accade a livello subatomico dove ci troviamo di fronte a livelli dimensionali così piccoli cui non abbiamo accesso. Quando non si vede si è nel buio e a questo livello i fenomeni vanno intuiti e in questo caso la probabilità prende il posto della realtà deterministica. Per questo Margherita Morgantin può sintetizzare il principio di indeterminazione di Heisenberg come “la ricerca di una postura per lo sguardo nell’oscurità”.

  • Margherita Morgantin - COSINUS (Venti Cosmici) - installazione di maniche a vento-Orti Boschetto - 2021 .1
  • Margherita Morgantin - Sotto la montagna sopra la montagna, china su carta, 2021,1
  • Margherita Morgantin - Sotto la montagna sopra la montagna, china su carta , 2021, 2
  • Margherita Morgantin - COSINUS (Venti Cosmici) - installazione di maniche a vento-Orti Boschetto - 2021 .2

La nuova visione della fisica rappresenta un cambio di paradigma che risente dell’influenza proveniente da altri settori e certamente della scoperta di S. Freud (1856-1939) degli effetti dell’inconscio sulle nostre vite. Pauli nel 1932 si rivolse a C. G. Jung (1875-1961) su consiglio del padre che era preoccupato per la sua salute. Jung riferisce che Pauli “si sentiva terribilmente solo perché tutti sembravano essere contro di lui. Così cominciò a bere …ma diventò estremamente irritabile e con questo atteggiamento cominciò a litigare con gli altri…tanto che una volta fu picchiato e buttato fuori da un ristorante”. Il loro rapporto, attraverso appuntamenti settimanali e poi scambi epistolari, proseguirà fino al 1957. Pauli in un suo scritto di quell’anno, citato dalla Morgantin, riconosce che è stata “la concordanza del senso di idee che si sono presentate in rami diversi del sapere quasi simultaneamente, la loro sensibile coincidenza che mi ha qui condotto a uscire dalla mia stretta specializzazione”. E in una lettera a Jung del 1946, dirà che “la situazione teorico-conoscitiva a proposito dei concetti di coscienza e inconscio sembra indicare una notevole analogia con la situazione della complementarità nell’ambito della fisica” e ancora che “l’evoluzione della microfisica ha prodotto un notevole avvicinamento tra il modo di descrivere la natura proprio di questa scienza e quello della psicologia moderna”.

Nonostante la simpatia che l’autrice ha per l’approccio di Pauli, ella sposa la posizione scettica di Simone Weil espressa nel suo scritto La scienza e noi del 1941. “La scienza del XX secolo è la scienza classica dopo che le è stato tolto qualcosa. … Non vi è stata apportata alcuna nozione e soprattutto non vi è stata aggiunta la cosa che, mancando, causava un deserto, il rapporto col bene”. E più avanti “I fisici non solo trascurano ciò che è trascurabile ma sono inclini a trascurare, pur facendone uso, la nozione stessa di trascurabile, che è esattamente l’essenziale della fisica”. Le posizioni della Weil sembrano essere state verificate dalla complessità degli esperimenti fisici e degli apparati tecnici necessari per svolgerli che aumentano la possibilità di errore, come quello verificatosi al CERN di Ginevra nel 2010, quando si credette di aver scoperto una particella che viaggiava a una velocità superiore a quella della luce o che portano a competizioni tra progetti in cui si sommano questioni geopolitiche, come nel caso dei programmi Ignitor e Iter sulla fusione nucleare. Inoltre, Morgantin nel corso del Grande Seminario dell’Associazione Diotima del 2020, ha affermato che nella fisica moderna “la predizione si sovrappone alla realtà e rende impossibile vederla”…”Le statistiche dominano e non consentono alla realtà di accadere” e il “linguaggio oggettivo ha estromesso gli aspetti sentimentali”. Per lei, l’atteggiamento femminile non si identifica interamente con l’oggettività né con il linguaggio impiegato in ambito scientifico ancora prevalentemente maschile, come nel caso dell’uso del termine Violazione. Nel progetto Cosinus, che si è affiancato a V.I.P., sono state impiegate delle maniche a vento, alcune cucite anche da lei, introducendo così forme di sensibilità condivisa.

Ma, in conclusione, come possiamo sviluppare sensi speciali per vedere nel buio? Quale è la parte inconscia che entra nella scoperta e costruzione del razionale? Morgantin, in conclusione del libro fa riferimento al misticismo e nel seminario parla di pratiche di trasformazione corporea. Certamente pratiche di cambiamento di sé sono importanti ma credo che una chiave di ricerca possa essere nel lavoro di Aby Warburg (1866-1929) e nel suo strumento analitico del pathosformeln, come costrutto immaginifico che forma la nostra percezione e non solo come opportunità dell’artista che può rinvenirvi una carica emotiva per rinnovare delle immagini iconografiche.

Abstract

Margherita Morgantin (Venice, 1971), visual artist, graduated in architecture with a thesis in technical physics on the behavior of natural light and professor at the Academy of Fine Arts in L’Aquila, has always been passionate about science. In 2020 she was the winner of the 8th edition of the Italian Council Prize with the project V.I.P. (Violation of the Pauli exclusion principle) which is divided into a series of events, some of which have yet to be held. One of the results is the book Sotto la montagna Sopra la montagna, published by Nottetempo, now in the bookstore, in which the different locations of the project and the topics addressed are represented, with which he has the merit of stimulating a debate on the ever-alive theme of science and its explanatory capacity of the world.

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