Auguri e ringraziamenti

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Gouache Manfredo Fanti© e poesia Aky Vetere© tratti da ERRARE HUMANUM EST, 2020

L’ultimo post di questo anno è composto da un biglietto di auguri e da ringraziamenti. Di auguri abbiamo certamente bisogno tutti, ma non possiamo nasconderci che le frasi e gli aggettivi di rito quest’anno corrono il rischio di apparire inappropriati. Sappiamo già che il Natale sarà in tono minore e che il 2021 sarà ancora occupato, almeno per buona parte, dai bollettini della pandemia, anche se speriamo che i vaccini arrivino in fretta e siano efficaci. Per il biglietto ho scelto una gouache di Manfredo Fanti e una poesia di Aky Vetere tratti da Errare Humanum Est, lavoro curato assieme a loro anche da Rossana Baroni. Ma questo è anche il momento dei ringraziamenti agli artisti, che hanno particolarmente sofferto in questo periodo di chiusura di mostre, gallerie e musei, perché avremo ancora più bisogno delle loro opere e delle loro immagini, per aiutarci a sopportare e a elaborare la fase che stiamo vivendo e quindi vogliamo incoraggiarli a continuare nel loro lavoro.

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Sulle tracce della terra: “Alone Together Ràquira” il progetto di Natalia Criado e Pietro Minelli nato in Colombia durante la quarantena

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Don Rejes, uno degli artigiani di Ràquira che hanno collaborato al progetto “Alone Together Ràquira” con alcuni degli oggetti realizzati

Ràquira è un piccolo centro della Colombia di circa 13.000 abitanti, posto a 2150 metri di altezza sul livello del mare, a circa due ore da Bogotà. È situata in quello che una volta era il territorio abitato dai Muisca, una civiltà di lingua Chibcha, organizzata in una confederazione di due territori retti da due Governatori, lo Zaque e lo Zipa. Secondo la tradizione, nelle cerimonie che si svolgevano su un lago sacro, lo Zipa si copriva il corpo di oro e offriva dalla sua zattera doni preziosi alla dea delle acque. La notizia giunse alle orecchie dei Conquistadores spagnoli che, convinti che lì si trovasse l’ El Dorado, il mitico territorio pieno di immense ricchezze, li conquistarono nel 1542.

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Sulle tracce della terra: dal Museo delle ceramiche Acerbo di Loreto Aprutino a Castelli e a Castelbasso

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Vaschetta Frigidaria con scene della vita del Re David- Bottega Grue – Seconda metà del XVII secolo – Museo Acerbo delle ceraniche di Castelli – Foto Michael Kenna

La ceramica sta vivendo in Italia un momento molto felice, dovuto anche allo sviluppo di una maggiore sensibilità ambientale che avvicina il pubblico a questa espressione artistica, come testimoniato anche dal successo di alcune iniziativa come TMD2020 e la mostra di Maria Cristina Carlini, svoltesi a Milano. A tale proposito, durante il mese di agosto, chi avesse voluto avrebbe potuto compiere, in un solo giorno, un viaggio attraverso lo sviluppo della ceramica italiana, visitando il Museo Acerbo delle ceramiche di Castelli a Loreto Aprutino, il paese di Castelli e la mostra della Fondazione Malvina Menegaz “La forma della terra. Geografia della ceramica contemporanea in Italia”, svoltasi a Castelbasso in provincia di Teramo, tutte località site in Abruzzo a non eccessiva distanza tra di loro.

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