Auguri e ringraziamenti

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Gouache Manfredo Fanti© e poesia Aky Vetere© tratti da ERRARE HUMANUM EST, 2020

L’ultimo post di questo anno è composto da un biglietto di auguri e da ringraziamenti. Di auguri abbiamo certamente bisogno tutti, ma non possiamo nasconderci che le frasi e gli aggettivi di rito quest’anno corrono il rischio di apparire inappropriati. Sappiamo già che il Natale sarà in tono minore e che il 2021 sarà ancora occupato, almeno per buona parte, dai bollettini della pandemia, anche se speriamo che i vaccini arrivino in fretta e siano efficaci. Per il biglietto ho scelto una gouache di Manfredo Fanti e una poesia di Aky Vetere tratti da Errare Humanum Est, lavoro curato assieme a loro anche da Rossana Baroni. Ma questo è anche il momento dei ringraziamenti agli artisti, che hanno particolarmente sofferto in questo periodo di chiusura di mostre, gallerie e musei, perché avremo ancora più bisogno delle loro opere e delle loro immagini, per aiutarci a sopportare e a elaborare la fase che stiamo vivendo e quindi vogliamo incoraggiarli a continuare nel loro lavoro.

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Silvia Infranco fa affiorare le tracce della memoria del mondo

(Tempo di lettura 5 minuti)
Porifera-metaforma V, Ctenactis-metaforma I, Ctenactis-metaforma II installation view, “TEMPUS DEFLUIT IMAGO LATET (perchè non voglio dimenticare), Marignana Arte, Venezia, curata da Marina Dacci (ph. Enrico Fiorese)

La scrittrice Anne Wiener nel libro “La valle oscura” (Adelphi, 2020 – traduzione di Milena Zemira Ciccimarra), dedicato alla sua esperienza di lavoro nella Silicon Valley, ci parla del “fardello psicologico comune a tutte le persone che lavoravano in ambito tecnologico, e soprattutto a quelli di noi che creavano un prodotto che esisteva solo nel cloud…”, peso causato dalla “consapevolezza che tutto il software era esposto in ogni momento alla cancellazione”. Per reazione “Metà dei programmatori tra i ventidue e i quarant’anni che conoscevo, per lo più uomini, stavano scoprendo che le loro dita erano multiuso. «Mi sento così bene quando faccio qualcosa con le mani» dicevano, prima di lanciarsi in monologhi sui lavori di falegnameria, sulla birra fatta in casa o sul pane al lievito madre.” Nel frattempo “Le società tecnologiche erano lì in agguato, pronte a diventare la biblioteca, la memoria, la personalità di ognuno”.  

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Gesti Vegetali

(Tempo di lettura 4 minuti)
  • Giuseppe Penone – Gesto Vegetale “Eva di Autun” – 1983 – archivio personale

Ognuno di noi si chiede cosa poter fare per l’ambiente. Piantare alberi, ridurre il consumo di materiali monouso, favorire produzioni sostenibili, sono alcune delle azioni virtuose che possiamo compiere ma anche l’arte, a suo modo, può ispirarci. Ne ho avuto una riprova durante la visita della mostra “Incidenze del vuoto”, di Giuseppe Penone, uno dei più importanti artisti italiani, esponente del movimento Arte Povera, conclusasi da poco a Cuneo.

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