Auguri e ringraziamenti

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Gouache Manfredo Fanti© e poesia Aky Vetere© tratti da ERRARE HUMANUM EST, 2020

L’ultimo post di questo anno è composto da un biglietto di auguri e da ringraziamenti. Di auguri abbiamo certamente bisogno tutti, ma non possiamo nasconderci che le frasi e gli aggettivi di rito quest’anno corrono il rischio di apparire inappropriati. Sappiamo già che il Natale sarà in tono minore e che il 2021 sarà ancora occupato, almeno per buona parte, dai bollettini della pandemia, anche se speriamo che i vaccini arrivino in fretta e siano efficaci. Per il biglietto ho scelto una gouache di Manfredo Fanti e una poesia di Aky Vetere tratti da Errare Humanum Est, lavoro curato assieme a loro anche da Rossana Baroni. Ma questo è anche il momento dei ringraziamenti agli artisti, che hanno particolarmente sofferto in questo periodo di chiusura di mostre, gallerie e musei, perché avremo ancora più bisogno delle loro opere e delle loro immagini, per aiutarci a sopportare e a elaborare la fase che stiamo vivendo e quindi vogliamo incoraggiarli a continuare nel loro lavoro.

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L’inquietudine ambientale di Bruno Liberatore

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Bruno Liberatore nel suo studio di Via del Vantaggio a Roma – 2007

Bruno Liberatore (Penne-1947) è uno dei più importanti scultori italiani. La sua bibliografia e l’elenco delle mostre personali e collettive a cui ha partecipato riempiono tantissime pagine in corpo otto e sui di lui hanno scritto i più importanti critici come, solo per citarne alcuni: Enrico Crispolti, Furio Colombo e Gillo Dorfles. L’ho incontrato per la prima volta a Roma nel suo studio, pochi giorni fa e anche se proveniamo dallo stesso paese, non l’avevo mai conosciuto personalmente, a causa forse della differenza di età (io sono del 1955) e del fatto che vivevamo in quartieri diversi, lui a San Comizio, io alla Madonna della Libera, che da ragazzo mi sembravano separati da distanze enormi. Certo ricordavo bene il suo profilo magro, il viso allungato e le sue sopracciglia foltissime, sotto cui si aprivano degli occhi azzurro chiaro che creavano un contrasto singolare e avevo visto l’unica mostra che era stata organizzata per lui dal Comune di Penne nel 1987, in cui emergeva già il tema della natura e delle montagne.

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